Il 2018 è l'anno decisivo per il prestigioso traguardo. Un premio a secoli di sperimentazione sul campo diventati simbolo del Made In Italy più apprezzato

Col 2018, il progetto per far entrare le colline dell'area storica del Conegliano Valdobbiadene tra quei beni salvaguardati dall'agenzia dell'Onu entra finalmente nel suo fase decisiva. Sarà infatti quest'anno che verranno tirate le fila della sua candidatura ufficializzata nel corso del 2017, merito di un lavoro che negli ultimi 10 anni non si è mai fermato tanto negli uffici della diplomazia quanto all'aria aperta tra le vigne. Seguendo l'apposita convezione Unesco, il Conegliano Valdobbiadene rappresenta proprio quel sito originato dall'attività congiunta di uomo e natura. In particolare, le colline del Prosecco Superiore sono lo specchio di un territorio dove la comunità locale, a tutti i livelli, si è organizzata in risposta alle caratteristiche di un ambiente dall'equilibrio sottile. Un paesaggio dalle caratteristiche geomorfologiche uniche, frutto non solo del lavoro dell'uomo ma di un particolare movimento della crosta terrestre conosciuto come hogback, artefice dello spettacolare susseguirsi di colline orientate a corde parallele le quali, nel corso del tempo, hanno rivelato la loro intima vocazione produttiva vinicola e spumantistica,

i cui simboli sono autentiche celebrità dell'arte enologica come la Docg Conegliano Valdobbiadene Prosecco Superiore e la Docg Superiore di Cartizze.

La viticoltura da queste parti è diventata una tradizione secolare volta al mantenimento e alla sostenibilità del paesaggio. Un duro lavoro, che attraverso ricerca e sperimentazione sul campo ha dato vita ad un processo di spumantizzazione particolare, grazie anche alla Scuola Enologica Italiana fondata nel 1876 e ad altri attori del territorio che nel corso nel tempo hanno permesso alle Colline del Conegliano Valdobbiadene di diventare il distretto spumantistico più importante d’Italia. È in questi incantevoli declivi che prendono vita le bollicine italiane più apprezzate nel mondo che si differenziano dagli altri spumanti made in Italy perché possono essere prodotto solo con uve Glera e con una percentuale minore che può essere di Verdisio, Bianchetta, Perera  Pinot Bianco e Grigio coltivate in questo scenario unico al mondo.  Masottina contribuisce al mantenimento di questo territorio straordinario con una viticoltura di precisione che dà vita a prosecchi sorprendenti. Il simbolo di questo lavoro minuzioso nei particolari è la cantina di vinificazione verticale a Ogliano, nel cuore dell'area storica. Una costruzione sotterranea divisa su tre diversi livelli che riduce al minimo lo stress delle uve, le quali, al loro arrivo in cantina, vengono attentamente selezionate a mano e conferite per caduta all’interno di una delle presse poste al livello inferiore. Un sistema che consente di avere 3 diverse selezioni di mosto e dove è la sola forza di gravità a generare, mediante lo schiacciamento naturale dei grappoli, il cosiddetto “Free Run Juice”, il Mosto Nobile, un nettare di eccezionale qualità, orgoglio della famiglia Dal Bianco e perno delle sue migliori produzioni.