La vendemmia 2017 di Masottina, con la raccolta delle uve Glera nella microzona de Le Rive di Ogliano, raggiunge il proprio climax.

È in questi freschi giorni di inizio settembre che la vendemmia di Masottina, con la raccolta della Glera, da cui nascono i grandi spumanti dell'azienda, raggiunge il suo apice.

Chissà se Epifanio Dal Bianco, quando progettava e fondava quello che sarebbe diventato uno dei punti di riferimento dell'eccellenza vitivinicola dell'area storica del Conegliano Valdobbiadene, poteva già immaginare che settant'anni dopo i figli e i figli dei suoi figli continuassero alacremente un'attività che ha ormai raggiunto i vertici dell'apprezzamento internazionale. Ed è una raccolta ancor più speciale, quella dell'uva che dà vita ai due Prosecco Superiore  “Contrada Granda” e “Le Rive di Ogliano”, proprio perché riguarda quella microzona d'elezione de Le Rive, un luogo unico nel panorama vinicolo italiano e le cui straordinarie qualità pedoclimatiche erano note già nel medioevo.

Le Rive di Ogliano rappresentano non solo l'eccellenza enoica espressa da Masottina, ma sono anche il tributo a un intero territorio, quello di Conegliano Valdobbiadene, da sempre vocato alla più fiera e pregiata cultura vitivinicola.

È qui, nel cuore più puro de "la strada del prosecco", che si è fatta la storia di Masottina e della famiglia Dal Bianco, un sogno lungo tre generazioni ancora lontano dal concludersi,

come dimostrano, ad esempio, le fiduciose aspettative per i vini che si svilupperanno dalla vendemmia 2017, prodotti di pregio frutto di quell'enologia di precisione che ogni sincero winelover sa immediatamente riconoscere.

Ma non si tratta di una semplice passeggiata. Allevare e vendemmiare uve qui, in un contesto tanto mozzafiato per gli occhi quanto faticoso per il corpo, richiede una passione fuori dal comune, forse anche dal tempo e sicuramente dalla frenesia dei ritmi della società contemporanea. Per questo, quando qualcuno sente parlare dell'arte di Masottina, sta ascoltando in realtà la storia di vini letteralmente "tessuti a mano", annata dopo annata, bottiglia dopo bottiglia, fino al calice che in quel momento, chi ascolta, si ritrova tra le mani. Che potrà essere di “Contrada Granda” o “Le Rive di Ogliano”, oppure di “Rizzardo” o “Montesco”, gli altri due rappresentanti -  in questo caso a bacca bianca e rossa -di una maestria enologica che racconterà di sé ancora a lungo.