Le origini e lo sviluppo del rapporto storico tra Venezia e Conegliano, un sodalizio che si rinnova sotto le luci della Festa del Redentore.

Le origini e il destino di un'azienda come Masottina sono intrinsecamente legati a quelli di Conegliano. Città, quest'ultima, la cui importanza a livello mercantile e vitivinicolo va rintracciata a partire dall'età comunale, nel pieno medioevo, e che si rafforzò ulteriormente dal 1420 sotto il controllo della Repubblica di Venezia, restandovi per quasi quattro secoli. Un rapporto intenso e particolare, quello tra la Serenissima e il borgo più rappresentativo dell'area storica del Conegliano Valdobbiadene: se infatti, sotto l'egida della repubblica marinara, Conegliano conobbe un sostanzioso sviluppo urbanistico e artistico, arricchendosi di palazzi e chiese, fin dal '500 dovette far valere attraverso i tribunali i diritti sul libero commercio del suo prodotto più prestigioso, il vino. Vino, quello dell'area storica del Conegliano Valdobbiadene, che non solo ha mantenuto il proprio prestigio intatto fino ha oggi, ma che lo ha consolidato ed esteso anche grazie alla Scuola Enologica di Conegliano, punto di riferimento per l'enologia nazionale ed internazionale fin dalla sua fondazione nel 1876 per volontà del re d'Italia, Vittorio Emanuele II.

E un oggi in cui il prosecco, oltre che garanzia di stile e qualità, è diventato stabilmente il più rappresentativo prodotto dei vigneti della Marca Trevigiana,

un territorio collinare che dal Piave risale i sinuosi declivi per arrestarsi e diventare Prealpi. Masottina è capofila in questo processo che coinvolge ricerca, consapevolezza e valorizzazione del proprio territorio, arrivando a realizzare un prodotto che dal 2009 ha raggiunto un traguardo davvero straordinario: la nascita della Conegliano Valdobbiadene Prosecco Superiore Docg.

Un grande vino spumante, ideale compagno dell'aperitivo come del pranzo o della cena, in grado di abbinarsi volentieri a piatti freschi e leggeri per tutto l'arco dell'anno. Perfetto quindi per celebrare, in barca o seduti in una terrazza che affaccia sul bacino di San Marco lo spettacolo di fuochi, luci e riflessi che illumineranno la notte della prossima Festa del Redentore, impareggiabile caleidoscopio di colori che si staglia tra le guglie, le cupole e i campanili di Venezia e che il prosecco di Masottina non può che rendere ancor più indimenticabile.