La mixology è un’arte sempre più apprezzata dagli amanti del bere bene. Ecco le ricette dei cocktail con i Prosecco DOC Treviso

È sempre più in voga e ricercata l’arte della miscelazione che vede i grandi bartender alle prese con idee creative dedicate a quanti ricercano il piacere di una nuova esperienza fatta di emozioni gustative ed olfattive. Alla base di questo nuovo successo c’è sicuramente l’evoluzione di una tendenza che coinvolge una grande fetta di amanti del buon bere, sempre alla ricerca di cose nuove che stuzzicano la curiosità o che rimandano ad un preciso stile di vita.

Come qualsiasi emozione, sono i dettagli che fanno la differenza e in questo caso sono gli ingredienti di qualità che tracciano la strada verso un cocktail memorabile. Oggi nelle cocktail list sono sempre più frequenti le presenze di vini bianchi e rossi e questo viene accolto quasi con stupore da tutti coloro che dimenticano che alla base dei più famosi drink, simboli dell’Italian style nel mondo, c’è il prosecco, il vino spumante italiano più diffuso e apprezzato al mondo.

Il miglior modo per degustare un calice di Prosecco DOC Treviso, per ammirare il suo perlage fitto e persistente che risale dal fondo, è quello di non miscelarlo con niente:

in questo modo a spiccare sarà la sua essenza fatta da nuance floreali e da sentori di frutta a polpa bianca. Questo spumante è sinonimo di aperitivo, abitudine tutta Italiana che ha trovato terreno fertile nel resto del mondo, simbolo di quello stile di vita che non passa mai di moda grazie alla sua eleganza. Tra i cocktail a base di prosecco quelli più famosi sono lo Spritz, il Bellini e il Rossini.

Lo Spritz è tra gli aperitivi italiani più richiesti soprattutto negli ultimi anni. Colorato e fresco, rimanda alla dolcevita, anche se le sue origini parlano un’altra lingua. Lo Spritz nasce nell’Ottocento in Veneto quando i soldati austriaci, ritenendo i vini del posto troppo alcolici, erano soliti allungarli con l’acqua gassata. La sua evoluzione ha portato ad una ricetta dove protagonista è diventato il Prosecco DOC. Nella versione più famosa al mondo lo Spritz ha legato il suo nome all’amaro diventando un connubio vincente e sempre alla moda. La ricetta prevede che un calice sia riempito per la metà con ghiaccio al quale vanno aggiunti 6cl di Prosecco DOC Extra Dry, 4cl di amaro e una spruzzata di Seltz guarnendo il tutto con una fetta di arancia.  Più recente è invece la nascita del Cocktail Bellini, inventato nel 1948 da Giovanni Cipriani, fondatore dell’ Harry’s Bar a Venezia, in occasione della mostra  di pittura dedicata all’artista veneziano Giovan Battista Bellini a Palazzo Ducale. In quell’occasione, Cipriani, in omaggio al famoso pittore, realizzò un cocktail con una tonalità rosate tipiche nelle sue opere. Oggi come allora la ricetta prevede che in un calice siano miscelati nell’ordine 3/10 di succo di pesca bianca 7/10 di prosecco Brut. Sempre nel medesimo anno, Cipriani inventò un altro drink: il Rossini, meno conosciuto del Bellini ma che si distingue per la sua raffinatezza. Il Cocktail è un omaggio al compositore Rossini e prevede che in un flûte sono versati in ordine: 60g di succo di fragole e 140 ml di Prosecco Doc Extra Dry.