Come nasce il perlage? Il Metodo Martinotti raccontato da Masottina
La vendemmia è terminata. Le uve sono state selezionate, pressate delicatamente e il mosto ha completato la sua prima fermentazione, trasformandosi in vino.
Potrebbe sembrare il traguardo di un lungo percorso. In realtà, per il Prosecco Masottina, è solo l’inizio di una nuova fase.
È proprio ora che prende forma uno degli elementi che lo rende immediatamente riconoscibile: il perlage. Quelle bollicine fini ed eleganti che accompagnano ogni calice non nascono per caso, ma sono il risultato di un processo preciso, fatto di tempo, attenzione e conoscenza.
Questo passaggio prende il nome di spumantizzazione ed è reso possibile grazie al Metodo Martinotti, una tecnica che ha rivoluzionato il mondo degli spumanti italiani e che ancora oggi rappresenta il metodo ideale per valorizzare la freschezza e l’espressività del Prosecco.
Dal vino base alla presa di spuma
Terminata la prima fermentazione, il vino è pronto per affrontare una nuova trasformazione.
Viene trasferito in grandi recipienti d’acciaio a tenuta di pressione, chiamati autoclavi, dove prende avvio la cosiddetta presa di spuma: la seconda fermentazione che darà origine alle bollicine.
In questa fase vengono aggiunti lieviti selezionati e una piccola quantità di zuccheri. I lieviti iniziano a trasformare gli zuccheri in alcol e anidride carbonica. Poiché l’autoclave è un ambiente completamente chiuso, la CO₂ non può disperdersi e rimane naturalmente disciolta nel vino.
È proprio questo il momento in cui nasce il perlage.
Un processo che richiede equilibrio e precisione, perché ogni scelta influenza il carattere finale del vino.

Perché il Metodo Martinotti?
Esistono diversi metodi per produrre uno spumante, ma non tutti valorizzano il vino nello stesso modo.
Il Metodo Martinotti è particolarmente adatto ai vini che fanno della freschezza e dell’espressione aromatica il loro punto di forza. La seconda fermentazione in autoclave permette infatti di preservare i profumi primari dell’uva, mantenendo vive le note floreali e fruttate che caratterizzano il Prosecco.
Il risultato è uno spumante capace di esprimere immediatezza, eleganza e piacevolezza, senza rinunciare alla complessità che deriva da un’attenta gestione di ogni fase produttiva.
Per Masottina, il Metodo Martinotti non è semplicemente una tecnica di produzione: è lo strumento attraverso cui accompagnare ogni vino verso la sua migliore espressione, rispettandone identità ed equilibrio.
Il tempo è un ingrediente invisibile
La spumantizzazione non è un processo immediato.
Durante la presa di spuma, temperatura, pressione e tempi di fermentazione vengono monitorati con estrema precisione affinché il vino possa sviluppare un perlage fine e persistente, mantenendo allo stesso tempo freschezza, equilibrio e intensità aromatica.
Anche una volta conclusa la fermentazione, il vino rimane per un periodo a contatto con i lieviti. È una fase silenziosa ma fondamentale, durante la quale gli aromi si affinano e il vino raggiunge la propria armonia.
Il tempo dedicato a questa fase varia in base alla tipologia di Prosecco e alle caratteristiche che si desiderano valorizzare. Ogni vino segue infatti un proprio percorso, definito dalla sua identità e dalla volontà di esprimere al meglio il territorio da cui nasce.
Si parte dai circa 60 giorni di presa di spuma e affinamento dedicati a Costabella Organic Prosecco DOC Brut e alla collezione Calmaggiore Prosecco DOC Treviso, fino ai 90 giorni riservati alla collezione ViaVenti, la nostra selezione di Prosecco DOC Treviso, e alla collezione ContradaGranda, espressione di Conegliano Valdobbiadene Prosecco Superiore DOCG.
Per le selezioni più rappresentative, come gli R.D.O., il percorso si estende fino a circa 120 giorni, permettendo al vino di sviluppare maggiore complessità, equilibrio e profondità espressiva.
Per Masottina il tempo non è mai un semplice intervallo da attendere: è una componente essenziale del processo produttivo, un elemento invisibile che contribuisce a definire lo stile e l’identità di ogni bottiglia.

Dall’autoclave alla bottiglia
Terminata la spumantizzazione, il vino viene filtrato e stabilizzato, mantenendo sempre la pressione che custodisce il suo prezioso patrimonio di bollicine.
Solo allora è pronto per essere imbottigliato, conservando tutta la freschezza, la fragranza e l’eleganza sviluppate durante la presa di spuma.
È l’ultimo passaggio prima che il vino raggiunga il calice.
Tante espressioni, un unico stile
Che si tratti di un Prosecco DOC, di un Prosecco DOC Treviso, di un Conegliano Valdobbiadene Prosecco Superiore DOCG o delle interpretazioni più identitarie legate alle Rive, il Metodo Martinotti rappresenta il filo conduttore che accompagna la nascita delle bollicine Masottina.
Ciò che cambia è la personalità di ogni vino: il territorio di provenienza delle uve, le caratteristiche del vino base e le scelte enologiche danno vita a interpretazioni differenti, unite però da uno stesso principio.
Ricercare sempre equilibrio, armonia, eleganza e riconoscibilità.
Un viaggio che continua
Ogni bottiglia Masottina racchiude un percorso fatto di scelte, conoscenza e attenzione ai dettagli.
Dalla vigna alla vinificazione, dalla presa di spuma all’imbottigliamento, ogni fase contribuisce a costruire l’identità del vino e a valorizzarne le caratteristiche più autentiche.
Ma tutto questo prende forma in un luogo ben preciso: una cantina progettata per mettere la qualità al centro di ogni scelta.
Nel prossimo articolo entreremo proprio all’interno della cantina di Ogliano, per scoprire come la visione lungimirante di Adriano Dal Bianco, enologo e Presidente di Masottina, sia diventata una struttura capace di accompagnare ogni vendemmia verso la sua migliore espressione.